L’ITALIA NON C’E’ PIU’ di Adrian Tilgher

Qualcuno, ancora oggi, parla di  SALVARE l’Italia; ma cosa significa se l’Italia non c’è più.
Non c’è più politicamente perché non esiste una proposta politica concreta e coerente, con una base culturale di cui sia espressione,  da parte di nessuno; si rimane vittime del liberismo e delle leggi di mercato non capendo che l’uomo non è solo bisogni materiali ma è soprattutto ricerca di soddisfazioni di altro genere, che solo una politica di progetto può dare. Chi è al servizio dei poteri forti esteri, come il centro sinistra, il centrodestra ed i grillini, fa proposte  che cercano di rispondere alle più immediate problematiche economiche e materiali rimanendo nello squallido alveo liberista, senza che i più sappiano cosa significhi. Coloro che si definiscono alternativi e usano termini come “sovranismo” o “popolarismo”, parole che non riescono a riempire di alcun concreto progetto politico, sono comunque sempre pronti a correre in soccorso dei vari liberisti, siano essi di destra, di sinistra o grillini, per potersi sedere su uno scranno, magari anche ministeriale, senza alcun potere concreto.
La risposta è altrove.
Non c’è culturalmente per aver ceduto anche in questo, che dovrebbe essere un settore “nobile”, al mercato e aver tarpato la grande capacità creativa degli italiani facendo largo a lestofanti e baciapile che sono stati capaci di distruggere tutti gli elementi base del comune vivere. La famiglia? Non conta. I figli? Non si fanno ed eventualmente si comprano.  La nazione? Non serve. L’Italia? Cos’è. L’Europa? E’ una moneta. La solidarietà? E’ dare una moneta a chi al semaforo ti pulisce il vetro, purchè non sia Italiano. La comunità? E’ il centro di recupero per i tossici…
La risposta è altrove.
Sul piano internazionale veniamo sbeffeggiati da tutti; per la nostra posizione geografica dovremmo dialogare con i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo e poi, quando ci proviamo, subiamo gli ordini e le imposizioni dei nostri alleati per inimicarceli: vedi il caso Libia, vedi l’Egitto, con il caso Regeni, costruito ad arte dai servizi inglesi ( in Spagna in un caso ben più grave e molto palese non abbiamo richiamato alcun ambasciatore). Cerchiamo di riprenderci economicamente, con un intervento di quel poco che è rimasto della nostra industria di stato, con l’acquisto dei cantieri francesi, e la Francia, che si è comprata mezza Italia e ci ha imposto la guerra al nostro partner libico per scalzarci, si mette di traverso  L’unica volta che ci siamo ribellati è stato quando l’Austria e l’Ungheria, dicendoci tra l’altro una cosa ovvia, ci hanno suggerito di chiudere i porti alle navi e delle Onlus e delle altre nazioni per porre fine all’orrendo traffico di esseri umani su cui si stanno arricchendo tanti cosiddetti umanitaristi.
La risposta è altrove.
Gli Italiani ormai si sono adeguati, lo spirito nazionale si può tirare fuori solo nelle competizioni sportive,  nel festeggiare le sconfitte, i tradimenti e nel considerare eroi chi ha sparato a tradimento; la storia meglio non insegnarla più perché tutti si stanno accorgendo delle menzogne propinate come verità; Dante, il sommo poeta che tutto il mondo studia e ci invidia, meglio non studiarlo perché omofobo; le riforme sociali, fiore all’occhiello della nostra cultura del lavoro, ereditata da un preciso periodo storico,  vanno smantellate perché ce lo ordina l’Europa, che attualmente non esiste, ma anche perché dovremmo riconoscere che “il male assoluto” ha prodotto qualcosa di positivo.
La risposta è altrove.
Potremmo continuare a lungo, comunque si voglia vedere la conclusione è sempre la stessa: l’Italia non esiste più. E’ diventata “l’espressione geografica” di cui parlava il Metternich; un’ espressione geografica ancora stupenda nonostante gli scempi da noi prodotti sul territorio.
Per creare tutto questo c’è voluta la complicità di tutti. Per uscirne non c’è da salvare nulla ma c’è tutto da ricostruire liberandoci dai legacci UE, per giungere ad una vera e nuova Europa dove l’Italia possa avere il ruolo che le spetta per la sua storia, la sua cultura, le indiscusse capacità del suo popolo, un volta tornata consapevole delle proprie peculiarità e del proprio destino nell’ambito della storia del mondo.
Roma,01-09-2017

FRATELLI CONTRO FRATELLI

Fratelli contro fratelli
Ieri si è scritta una  pagina brutta delle forze dell’ordine respingendo con forza e brutalità i ragazzi di casapound questi ragazzi con mani alzate senza bastoni e scudi sono stati oggetti di una carica incomprensibile.e inspiegabile.


No.
Non si può accettare ordini da un governo abusivo e non votato dal popolo italiano.
No.
La sinistra o quel  he rimane Non  può svendere la nostra sovranità per un tornaconto politico
io sto con chi è dalla parte degli italiani
Sempre.
Coordinamento del fronte nazionale Lazio e Umbria

GIUSEPPE CASTELLI FRONTE NAZIONALE UMBRIA

NO SERVITORI DELL’EUROPA SI PADRONI DELLA NOSTRA NAZIONE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

ROMA: Oggi si festeggia l’Europa e starci.
Ci costa 5,5 milardi all anno. Dal 2009 abbiamo versato 111
Ricevendone 73.
Inoltre la svendita delle nostre principali  materie prime acciaio, agroalimentare,industrie tessili.ecc.
Arricchendo cinesi, americani, francesi, tedeschi e paesi dell’est.

Oltre alle cooperative rosse e papato
E soprattutto  un cambio generazionale e culturale.
Portando l italiano a essere schiavo e suddito di un liberismo corporativo delle multinazionali e bancario.
Io non vedo e non mi sento di festeggiare questa unione europea.

da Roma: G. Gallo

POVERTA’ ESTREMA; LA VITA DI UN SENZA TETTO A R0MA

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

ROMA: L’eccezione del termine senzatetto nella società contemporanea rimanda non solo ad una figura originata dalla crisi economica ma anche da una perdita di processi relazionali con l’ambiente sociale e con la percezione che l’uomo ha di sé. La forte precarizzazione dei legami tra individui ed il contesto di riferimento, unita alla drammatica crisi economica, può portare le persone alla soglia dell’indigenza in un arco di tempo relativamente breve; è importante sottolineare come nella maggior parte dei casi i soggetti conducessero fino a poco prima una vita normale in cui il pensiero di trovarsi a dover vivere per strada, colpevoli unicamente di essere poveri, non era contemplata.

Si tratta di una realtà in cui è facile scivolare ritrovandosi cosi improvvisamente intrappolati in uno stigma e condannati all’isolamento come è successo a P., un uomo di 51 anni che per tre anni è vissuto come un “invisibile” insieme al suo cane agli occhi degli abitanti della Roma benestante.

Cittadini indifferenti a tanta sofferenza e precarietà che solo gli occhi dell’associazione Civitas sono stati ingrado di intravedere e tradurre riuscendo a smuovere le coscienze e restituire dignità ad un uomo rimasto nell’ombra per troppo tempo.

Le varie soluzioni proposte per sottrarlo dalla vita di strada prevedevano strategie di intervento che non includessero la presenza del cane da lui tanto amato e unico riferimento affettivo.

Il nostro impegno ha invece previsto una progettualità a lungo termine attraverso la quale P. tornasse ad avere un ruolo attivo nella società, la stessa che in quei lunghi anni lo ha rifiutato ed emarginato a causa della perdita del lavoro e successivamente della casa familiare. Anche la morte dei genitori e la malattia della sorella hanno alimentato uno stato d’animo predisposto all’isolamento ed alla chiusura verso se stesso ed il prossimo.

La prima necessità di P. era ricostruire la quotidianità i piccoli gesti che riportano ad una normale giornata come una semplice doccia o la condivisione di un pasto che non fosse una mensa della Caritas ma un ambiente caldo e familiare.

Grazie ad il nostro impegno e l’interesse mediatico che ha suscitato il caso di P. un gruppo di anziani residenti in una cohousing hanno espresso la volontà di ospitarlo presso la loro casa permettendo ad egli e stella di ricominciare una vita dignitosa. Oggi P. vive sereno perché ha nuove figure affettive di riferimento, amici che lo sostengono e un piccolo lavoro con cui sostentarsi.

L’associazione Civitas ha voluto condividere quasta esperienza per far comprendere agli italiani come il fenomeno di senza fissa dimora sia sempre più frequente nella nostra società e cultura perché sottrarre lavoro significa privare l’individuo di dignità, speranza nel futuro e soprattutto volontà di vivere. Il cittadino italiano medio come P. fino a qualche anno fa non aveva bisogno di niente e nessuno perché in grado di sostenersi in piena autonomia oggi senza l’intervento delle associazioni, che lo hanno tutelato, in questo freddo inverno romano sarebbe morto.

a cura di Barbara Del Bello e di Francesca Proietti Marengo

 

ROMA – Trump e l’Italia. intervento di Adriano Tilgher, Presidente del Fronte Nazionale

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Alcune parole d’ordine del discorso di insediamento di Donald Trump mi sono piaciute molto. Parole che avremmo voluto sentire sulla bocca di qualche politico nostrano, per poterlo assecondare, aiutare e per lottare insieme a lui per salvare l’Italia; cosa che ritengo ancora possibile.
Prima gli Americani, ha detto Trump, prima l’America, poi ha aggiunto, basta spendere all’estero, spendiamo in America per l’America, proteggiamo le frontiere, ricostruiamo la nazione assumendo americani, restituiamo agli americani quello che gli è stato tolto.
Sarebbe così difficile fare lo stesso con e per gli Italiani?
Bisogna che tutti insieme in Italia ci mettiamo a lavorare, recuperiamo efficienza, colpendo pesantemente gli scansafatiche e i corrotti, raddoppiando le pene per chi, tra costoro, lavora nelle istituzioni. Usare risorse e strutture interne per i lavori pubblici. I lavori pubblici appaltati devono essere garantiti e controllati, il prezzo ed i tempi di consegna non possono variare. Va istituito un ente di stato per lo smaltimento dei rifiuti che deve essere razionalizzato perché una politica oculata dei rifiuti porta ricchezza. Potremmo continuare per ore ad elencare le cose che vanno fatte e rapidamente. Bisogna però capire che tutto questo è fattibile solo se si esce dalla logica del profitto e si inizia a dare valore all’utilità sociale. Uscire dalla logica liberista che imposta i rapporti umani solo su base economica e costruire un sistema sociale costruito sull’uomo e sull’etica.
Se amiamo la nostra terra, se ci sentiamo orgogliosi di essere Italiani, dobbiamo rimboccarci le maniche e sacrificarci, non per sopravvivere ed arricchire i soliti noti ma per restituire lustro all’Italia e rendere dignità al nostro popolo. Dignità che passa attraverso la rivalutazione del lavoro e il ripristino di quei valori ancestrali che ci hanno fatto esempio e riferimento per il mondo intero. E’ una scommessa difficile, ma vale la pena farla per ridare un futuro alle giovani generazioni e lasciare una nazione ricostruita che possa diventare quel faro e punto di riferimento che il mondo intero cerca.
Roma 25 gennaio 2017 Adriano Tilgher

SENZA VERGOGNA IL GOVERNO GENTILONI E’ ANDATO IN SCENA

comunicati stampa
Il governo Gentiloni è andato in scena a reti unificate, tra i lustrini e le paillettes dei dibattiti televisivi, i fiumi di parole della meglio intellighenzia nazionale schierata a gettone, e dosi industriali della nuova retorica  americana e giovanilistica da simpatici amiconi “goodfellas”, simboleggiata da un Renzi finto allegro che abbraccia il suo prestanome e successore consegnandogli non la ridicola campanella, ma la felpa con su scritto Amatrice. Almeno in quello, lo stile Salvini è al governo.

I terremotati sfruttati intanto tremano, e non solo per l’inverno.  No, non conoscono la vergogna. Loro e, soprattutto il loro mandanti internazionali. Il dominus di casa nostra, Giorgio Napolitano, che manteniamo dal 1953 ed è affiliato dal 1978 ai circoli di potere più riservati del pianeta, ha piazzato ancora le proprie pedine, come la volitiva Anna Finocchiaro al centro del cratere governativo, e può contare sulla devozione generale di costoro. Specie della signorina Maria Etruria Boschi, la fatina delle riforme abortite, incredibilmente ancora in sella come sottosegretario alla presidenza del Consiglio , che vorrebbe dire portavoce, ombra e angelo custode in conto terzi del presidente. Già, il conte Gentiloni Silveri, patrizio marchigiano con feudo in Filottrano, Ancona. Dopo la scapestrata giovinezza tra i mazzieri di Mario Capanna, il cui servizio d’ordine era capeggiato dal Santo Gino Strada, patrono e padrone di Emergency, la ONG più buona che ci sia, venne la pensosa maturità prima con l’ambientalismo e poi a sfogliare Margherite. Adesso, alle soglie della vecchiaia, assurge alla carica di capo del governo, sia pure per conto terzi. Forse hanno ragione gli americani: tutti ce la possono fare, specialmente se lavorano da anni per la perdita di sovranità del loro Paese a favore di Unione Europea e potentati internazionali  ( Gentiloni dixit) e se, soprattutto, si trovano al posto giusto proprio al momento giusto. Non conoscono vergogna, davvero. Hanno perduto rovinosamente la loro scommessa politica, ma non cedono. Non vuolsi così là dove si puote ciò che si vuole.  Eh, sì, perché la posta in palio della riforma costituzionale abbattuta dal voto popolare non era certo il nuovo Senato  o la goffa bandierina della diminuzione del costo della politica ( il costo del regime si può abbattere, ma a patto di abbattere il regime), bensì la costituzionalizzazione del primato del diritto dell’Unione Europea e degli altri centri di potere transnazionale.  D’istinto, guardando la faccia di Renzi, Buffalmacco tornato Calandrino, gli italiani hanno detto no. Torna alla mente una vecchia fortunata pubblicità che recitava “A scatola chiusa si compra solo Arrigoni”, ovvero quella certa marca di formaggio che “vuol dire fiducia”. Si sono rialzati in piedi quasi in tempo reale, ed abbiamo quindi il piacere di vedere Angelino Alfano promosso ministro degli Esteri. Ha svolto egregiamente il suo sporco lavoro di traghettatore di africani sino alle vetrine di ogni supermercato e negozio di città grandi e piccole, può fare danni anche a livello internazionale. Rimane al posto suo donna Roberta Pinotti da Genova Sampierdarena, ministro della Difesa molto popolare tra gli ammiragli – la giovinezza trascorsa in divisa da giovane esploratrice girl scoutsignificherà pure qualcosa – che mette a disposizione la nostra Marina da guerra  temuta in tutto il mondo e ben conosciuta dagli scafisti di tutte le obbedienze – a partire da quelli delle Organizzazioni Non Governative. Perde il posto solo la povera professoressa Giannini, conosciuta per la sedicente “buona scuola” – decisamente, il nostro è un Paese ridicolo – e per un incauto topless balneare. Premio alla tardona che non si rassegna, ma deve lasciare il posto, forse per un regolamento di conti trasversale con il suo vecchio mentore Monti, ultimamente non tanto popolare al Nazzareno e dintorni.  E’ sostituita da una senatrice, la signora Fedeli – nomen omen – dall’inquietante aspetto da combattente “de sinistra” degli anni Settanta. Resistono quasi tutti gli altri, soprattutto il professore Padoan, proconsole e plenipotenziario degli gnomi di Bruxelles e Francoforte, qualcuno deve pur fare il lavoro di “governance” , mentre gli altri giocano col potere. C’è anche una splendida “new entry”, Marco Minniti ministro dell’Interno, D’Alema conta ancora, eccome, e ribadisce attraverso il suo sodale il controllo sugli apparati più riservati del potere. Vedremo se Minniti farà peggio di Alfano in materia di immigrazione. Tutto è possibile, ma sembra improbabile, quella è gente più strutturata dell’agrigentino in carriera, regalo postumo di Silvio Berlusconi a tutti noi  . Intanto, incombe una drammatica crisi bancaria, di cui giornali e televisione parlano molto meno del giusto, e si capisce perché. La ricchezza globale degli italiani è scesa in un anno di altre decine di miliardi, uno su quattro è a rischio povertà. L’occupazione non cresce, nonostante le contorsioni statistiche e finiti gli effetti di droghe passeggere come il Jobs Act, le famiglie monoreddito fanno ormai parte della grande platea del nuovo proletariato. Monte dei Paschi- un vergogna tutta italiana e molto “sinistra” -, Banca di Vicenza, Carige, persino Unicredit sono in bilico. Probabilmente il disegno è proprio quello di consegnare l’ultimo mazzo di chiavi in mano nostra alla Troika o addirittura al famigerato MES ,  il Meccanismo Europeo di Stabilità, nome soave, rassicurante dell‘ infernale fondo monetario europeo che dirigerà gli affari nostri con poteri assoluti e pienamente legali. Tutto deve essere legale, ricordava un criminale al suo vice ordinando un assassinio, in un libro di Bertolt Brecht . Presumibilmente , il governo Gentiloni, o Gentilrenzi,  o Napolitoni, nasce proprio per esportare più o meno legalmente l’ultimo pezzo di sovranità nazionale, consegnandola a quei poteri che gli italiani, nonostante tutti i bombardamenti mediatici, hanno imparato a detestare. Un nuovo patto Gentiloni, un secolo dopo; il primo segnò il rientro ufficiale nella politica nazionale dei cattolici, il secondo potrebbe rappresentare l’atto finale di svendita dello Stato e della nazione italiana . Tutto sommato, ce lo meritiamo: siamo un popolo che ha creduto a tutto ed a tutti.  Abbiamo creduto in Di Pietro e  in Mani Pulite, la gigantesca operazione che ha spazzato via , con una classe politica, la ricchezza industriale e finanziaria frutto di un’Italia che sapeva lavorare. Abbiamo creduto persino in Berlusconi, salvo abbandonarlo con disprezzo nel 2011, quando l’assalto internazionale nei suoi confronti era l’attacco alle poche iniziative giuste da lui intraprese, come gli accordi energetici con Putin e Gheddafi . Abbiamo puntato tutto anche su Matteo Renzi, il venditore di auto usate passato da Rignano sull’Arno a chiamare per nome Angela Merkel e alle cene di gala con Obama con buffoni di corte al seguito, ed abbiamo perduto, una volta ancora.  Loro non conoscono vergogna, davvero. L’onesto Iago, il banchiere Verdini non voterà la fiducia al governo ( forse….) in quanto non ha avuto un ministero per uno dei suoi famigli famelici appartenenti ad una di quelle compagnie di ventura parlamentari che cambiano nome e casacca ad ogni stormir di fronde: Gattamelata e Giovanni dalle Bande Nere.  Silvio, tra un ricovero e l’altro in cardiologia, contratta non si sa che cosa, ma certamente nulla che sia nell’interesse degli italiani . La cosiddetta sinistra dorme il sonno di chi ha abbandonato i poveri per patrocinare stranieri, femministe ritardatarie e disturbati sessuali. Il resto, non pervenuto, a meno di non prendere sul serio i tweet di Salvini e le sue felpe, o il sovranismo di Giorgia Meloni,  afflitta purtroppo da un seguito imbarazzante, qualche centurione romano in crisi d’astinenza da potere, l’eterno La Russa detentore del pin della cassa, improbabile come rivoluzionario quanto Gentiloni come difensore della Patria. Finiremo in mano a Beppe Grillo, forse moriremo dal ridere, magari sarà meno peggio dell’inedia cui ci condannano valvassori , valvassini e gentiloni  al potere. Non è un bel modo di uscire di scena, tuttavia. E’ la tragedia di un popolo diventato ridicolo da quando ha cessato di indignarsi, di vergognarsi e di amare se stesso. Forse aveva ragione Pannella: fece molto meno danno a Montecitorio  Ilona Staller, dimostrando che tra quegli scranni poteva davvero starci chiunque.  Tuttavia, il vecchio , trapassato comune sensodel pudore non l’ha abolito Cicciolina, ma la compagnia di giro che, in conto terzi e con lauta provvigione, tiene in mano l’Italia da decenni. Sono, legittimamente, non solo legalmente, i rappresentanti non di una nazione, ma di un gregge, un monte dei paschi che non conosce più rossore e vergogna. Fermate l’Italia, in tanti vogliamo scendere.

autore: ROBERTO PECCHIOLI

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Oggi passando in via dei Giubbonari noto una serie di fogli attaccati sul muro proprio li sotto dove stava la targa della forse più famosa e storica sezione del PCI romano (ora c’è un bel buco come si vede) intitolata al partigiano Guido Rattoppatore. Quella sezione storica, di un PCI che non esiste più, pare sia stata sfrattata per non aver pagato gli affitti (170 mila euro di debiti) e con il contratto scaduto dal 1947!

Sembra proprio che le ultime vestigia di quello che era il partito comunista più forte dell’occidente si stiano sciogliendo come neve all’equatore e di questo sicuramente gran parte del merito è di Renzi :). Poi Renzi si chiede perchè il partito non lo ami 🙂 Sic transit gloria mundi.

B.LAGANA’ RESPONSABILE COMUNICAZIONE FRONTE NAZIONALE

VITTORIA!!!

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE
V I T T O R I A !!!
Anche in Italia il popolo dei “fregati”, dei traditi, di chi non crede più nei partiti e nel loro sistema di gestione della cosa pubblica ha vinto. Un popolo è tornato a votare per far capire che è pronto a tornare in campo; è lo stesso popolo che ha mandato in malora tutti i partiti della prima repubblica, che ha cercato di cambiare votando i nuovi partiti, poi, ha capito che era tutto inutile e si è ritirato nel privato.
Ora c’è bisogno di idee chiare, di una proposta precisa, di un progetto unico che rimetta insieme gli Italiani qualunque sia stato il loro passato politico per salvare questa stupenda nazione abitata da un popolo che ha sempre trovato la forza di reagire.
Per fare chiarezza sulle cose elementari, bisogna capire che non ha vinto la costituzione vigente, una legge che non ha neanche la portata, per sua stessa definizione, di legge costituzionale. Infatti la Costituzione, per sua natura, deve essere per tutti i cittadini, mentre questa legge che abbiamo nasce come strumento di parte.
Dobbiamo creare uno strumento che possa riportare in Italia la politica ormai assente da vari decenni: una politica che, traendo forza da un’ampia base popolare, sappia controllare e rintuzzare gli attacchi della finanza speculativa e globalizzante, che sappia rilanciare l’economia produttiva e ricrei lo spirito di partecipazione autentica alla vita pubblica.
Il dato più importante di questo referendum è che i giovani sono tornati a votare per dire NO alla svendita del loro futuro, alla perdita di sovranità, alla necessità, per sopravvivere, di abbandonare queste terre stupende piene di storia e di cultura. E’ un segnale preciso.
Ora è nostro preciso dovere fare in modo che si possa costruire un grande movimento di incontro e di confronto per rigenerare lo spirito comunitario, ritornare a riconoscere gli autentici valori fondanti del nostro popolo, uscire dalla crisi, etica, culturale, sociale ed economica e riconquistare la sovranità perduta.
Grazie Italiani per questa grande prova di intelligenza e coraggio.
Il Fronte Nazionale è pronto, anche a sciogliersi, se necessario purchè si raggiunga lo strumento della riscossa nazionale per poi arrivare alla costruzione di una Europa vera.
Roma 5/12/16                                                                                                    Adriano Tilgher

ROMA: UN FRONTE PER IL NO

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Un  fronte per il No:
Quanti di voi sa cosa effettivamente cambia con il Si al senato?
Attualmente sappiamo che si  semplifica e si risparmia –Bugia-
Ecco cosa invece  succede. Come saprete il senato sarà formato e  rappresentato dalle regioni e da sindaci. E un po contorto ma proverò a spiegarlo.

Facciamo un esempio:
Le votazioni politiche la destra o il movimentato 5 stelle vincono avranno la maggioranza parlamentare. Voi direte, bene il governo avrà la possibilità di gestire il paese senza intoppi. Ora scatta la paraculata di Renzi  e la banda del buco. Come di regola ci sono anche le votazione locali cioè le comunali e le regionali, In questo caso la sinistra avrà il 60 ,70/100 del senato .

Come? Ora ci provo.                                                                                Abbiamo 20 regioni   piu i sindaci delle città.che rappresentano  il senato.
e allora? Faccio un esempio. Le votazioni governative vince il patito X 60 a 40 ,il partito X va al governo con la maggioranza.  non potrà mai avere il controllo  del paese  perché ?
Le votazione locali  come sappiamo  la sinistra in questo caso con il iPD e forte e  governa in 15 regioni  in più in  molte città.tutto questo in numeri di percentualita’ avrà il 60/70 percento .
Quindi se il parlamento con maggioranza X  proverà a fare una legge quando passerà al senato il governo sarà costretto a subire il ricatto.inoltre se il partito X vince sia alla camera  e  quelle locali avremmo un uomo solo al comando senza opposizione.
Renzi e tutto il suo clan  di anti italiani, intellettuali, banche, confindustria e altre organizzazioni di potere avranno il controllo economico, militare e sociale. E  tutto ciò che la  classe operaia a lottato per i propri  diritti. Democraticamente conquistati non avrà più valore.      E per questo noi popolo dobbiamo votare No

G.GALLO FRONTE NAZIONALE LAZIO

“PAGABILE A VISTA AL PORTATORE”

 

FRONTE NAZIONALE UFF. SEGRETERIA NAZIONALE

Vi prego di guardare una banconota euro su nessuna potrete trovare la dicitura, com’era per le lire, “pagabile a vista al portatore”. Questo perchè la Banca Centrale Europea (che non è una banca centrale, ma una banca privata costituita dalle banche centrali dei singoli stati) non ha riserve auree e quindi non potrebbe pagare un bel niente. Inoltre, stranamente, non c’è scritto “la legge punisce i fabbricanti e gli spacciatori di biglietti falsi”.
Questa cosa può sembrare strana ma su ogni banconota in alto a sinistra, accanto alla bandiera europea e prima dell’acronimo BCE, scritto nelle diverse lingue, c’è, talmente piccolo che difficilmente lo si nota, il simbolo del copyright, una lettera c inscritta in un cerchio. Questo vuol dire che, essendo il copyright un istituto di diritto privato e non pubblico, le banconote in euro, a differenza delle altre monete, non possono avere corso forzoso in quanto sono un titolo privato, come un assegno o una cambiale.
Corso forzoso significa che chiunque, all’interno del territorio dove la moneta ha corso legale, è obbligato ad accettarla. Non può rifiutarsi. Ma ciò non vale per l’euro. Esso viene accettato solo per convenzione. Ma cosa succederebbe se per qualche evento politico o economico, ad esempio una grave crisi, come quella avvenuta recentemente in Argentina, questa convenzione saltasse e l’euro non venisse più accettato? La conseguenza è che ritroveremmo tutti con in mano volantini pubblicitari della BCE

BRUNO LAGANA’, RESPONSABILE COMUNICAZIONE E’ PORTAVOCE DEL FRONTE NAZIONALE UFF