PESCATO SOTTO TAGLIA: INTERVENTO DEL FRONTE NAZIONALE

Sanzioni dell’Unione Europea per ‘pescato sotto taglia’, intervento del Fronte Nazionale Liguria

“Ribadiamo pertanto il nostro stop all’Europa, liberiamo il lavoro Nazionale, uscendo dalla Gabbia neoliberista Europea, non permettendo che stupide leggi, blocchino il paese e la nostra amata terra Ligure”

“Dopo taxisti e ambulanti un’altra categoria quella dei pescatori di cui fa parte una rappresentanza ligure, si trova oggi a Roma per protestare contro delle sanzioni volute dall’unione europea e che il governo vorrebbe recepire”. Ad intervenire sull’argomento è Lorenzo Graglia, Segretario Regionale del Fronte Nazionale Liguria che spiega: “I pescatori si trovano a Roma per protestare contro la legge 154 del 2016 che inasprisce, il regime sanzionatorio. Le sanzioni imposte dall’unione Europea sono come sempre un vero salasso che i pescatori si ritroverebbero a combattere, e sono assolutamente sproporzionate rispetto alla presunta gravità delle violazioni eventualmente commesse dai pescatori professionali sulla detenzione a bordo di ‘pescato sotto taglia’, multe che possono arrivare a 15.000 mila euro per qualche chilo di pescato fuori norma, e che quindi metterebbe in grave crisi il settore ittico, con la possibilità di chiusura di decine di imprese del territorio ligure, quindi di un settore importante della nostra economia e dell’indotto collegato, vedi commercio all’ingrosso, al dettaglio e alla ristorazione , quindi un patrimonio per la Liguria tutta, che essendo regione di mare vive anche di questo importante settore, spesso non considerato a dovere.

E comunque si può arrivare a una sanzione di 5.000 mila euro per un pesce sottotaglia in una cassetta che vale si e no 50 euro, crediamo proprio che nessun pescatore pagherebbe tale cifra per una cosi semplice infrazione, e che più probabilmente straccerebbe la licenza o cambierebbe mestiere. Ma questo è quello che vuole l’Europa, mettere in difficoltà non lasciando più lavorare nessuno con leggi e leggiucole ridicole. Quando negli articoli 39 e 40 della legge 154 del 2016 si arriva a determinare sanzioni amministrative pecuniarie comprese tra 1.000 e 75.000 euro, che raddoppiano nel caso in cui le violazioni abbiano ad oggetto il tonno rosso ed il pesce spada, è chiaro che si sia perso il senso della misura.

Per un piccolo pescatore 75.000 mila euro sono il guadagno di anni di lavoro che senso c’è nel rovinarli economicamente? Questa Europa con la complicità di tutti i partiti che fanno finta di fare l’interesse dell’Italia e dei lavoratori italiani, promuove leggi che ogni giorno vanno a intaccare in modo negativo l’interesse nazionale, è non c’è destra non c’è sinistra che tenga, tutti sono improntati a creare problemi hai lavoratori autoctoni, anche quelli che a parole fanno finta di difenderli.

Il Fronte Nazionale è da sempre schierato dalla parte dell’ Italia e degli Italiani, cosi come in questo caso riguardante i pescatori Liguri, dove dietro loro vivono, anche molte famiglie. Ribadiamo pertanto il nostro stop all’Europa, liberiamo il lavoro Nazionale, uscendo dalla GABBIA neo liberista Europea, non permettendo che stupide leggi, blocchino il paese e la nostra amata terra Ligure”.

FRONTE NAZIONALE LIGURIA

DRAGHI RIPETE IL SOLITO MANTRA: L’EURO E’ IRREVERSIBILE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

L’esponente di punta dell’aristocrazia finanziaria Mario Draghi ripete il solito mantra: l’euro è irreversibile. Dove, ovviamente, la prescrizione è fatta passare per descrizione asettica. La classe a cui Draghi appartiene – lupi di borsa e capitani della finanza, delocalizzatori e negatori dei diritti sociali – vuole che l’euro sia irreversibile: e lo vuole, giacché l’euro è il preciso metodo di governo con cui la classe dominante sta gestendo impunemente le sue politiche economico-genocidarie ai danni dei lavoratori e della piccola impresa e a beneficio esclusivo del capitale finanziario e della sua casta apolide e sradicata, nemica giurata delle sovranità nazionali e dei diritti sociali.

IN ATTO LA CAMPAGNA DI ADESIONE AL FRONTE NAZIONALE: INTERVENTO DEL COMMISSARIO REGIONALE CASTELLI

Non arrendersi mai unisciti a noi per cambiare l’italia: la Nazione più bella del mondo!

Il Fronte Nazionale vuole fare delle scelte dice Castelli, insieme con voi, che ci rendano liberi di essere ciò che siamo, ciò che sentiamo: l’orgoglio di essere Italiani.

Abbiamo, prosegue Castelli, tre quarti del patrimonio artistico mondiale, e la civiltà tra le più antiche al mondo: cerchiamo di preservarle unendoci per contrastare la pseudocultura che l’attuale regime propaganda attraverso i media, fomentando l’odio e fornendo false informazioni.

E’ inammissibile, continua Castelli, che i nostri governanti sfruttino politicamente il problema dell’immigrazione, facendo morire esseri umani disperati che scappano dalla guerra e dalla fame, e proteggano chi tra questi delinque, facendo prosperare i mercanti di uomini e bambini.

E’ inammissibile aspettare un anno per poter fare un esame medico per vedere se hai un tumore, che ci siano Italiani che vivono in macchina, che i terremotati non vengano adeguatamente aiutati ma che si possano finanziare le banche e che la vita media in Italia si sia abbassata per ragioni economiche.

E’ inammissibile che si debba fuggire dall’Italia per poter sopravvivere decentemente. Conclude Castelli con un appello:

Riprendiamoci la sovranità sociale e monetaria, difendiamo le nostre famiglie, noi stessi e l’Italia: ADERIAMO AL FRONTE NAZIONALE

G. Castelli Commissario Regionale del Fronte Nazionale Umbria

la redazione.

 

GIORDANO BRUNO 17 febbraio 1600 – 17 febbraio 2017 «D’OGNI LEGGE NEMICO E D’OGNI FEDE»

17 febbraio 1600 – 17 febbraio 2017

«D’ogni legge nemico e d’ogni fede»

Il filosofo Giordano Bruno, simbolo della resistenza al sopruso religioso e del libero pensiero, dopo un processo durato 7 anni venne condannato dall’Inquisizione della Chiesa Cattolica al rogo ed arso vivo a piazza Campo de’ Fiori (Roma) il 17 febbraio 1600.
Fu condannato con l’imputazione di dubitare della trinità, della divinità di Cristo e della transubstanziazione, ma cosa ben più grave e pericolosa per la Chiesa di voler sostituire alle religioni particolari la religione della ragione come religione unica e universale e di affermare che il mondo é eterno e che vi sono infiniti mondi.
Il pensiero imperdonabile di Giordano Bruno era quello che “…ogni uomo, in quanto vita di ragione, dunque libero, ha pari dignità con ogni altro…”
In una società si ha ordine solo quando tutte le diversità sono ugualmente rispettate.
Le parole del ribelle, quindi eretico, Giordano Bruno pronunciate di fronte al tribunale ecclesiastico che lo condannò a morte furono”forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”.

L. GRAGLIA Fronte Nazionale Liguria

CHI DI GIOVENTU’ FERISCE DI GIOVENTU’ PERISCE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE UMBRIA

Chi di gioventù ferisce di gioventù perisce: ovvero come essere giovani in un mondo in cui la gioventù è inflazionata. Come diceva Corradini: “le nazioni proletarie ovvero giovani, sono destinate a ritagliarsi spazi nel mondo….” l’unico modo per salvare il globo dalla deriva della tribù globale, è forgiata un’ardita gioventù che sappia con fermezza salvaguardare le radici della propria storia, e che riesca a proiettarsi verso il domani. Essere proletari e aristocratici nello spirito per non avere in futuro solo la prole. Fuori dai denti: a noi non basta un Erasmus, un’estate in un college, una neknomination su Facebook per definirci giovani, al vicino sotto di casa di cui tua nonna decanta la bravura a scuola, preferiamo nettamente i difensori di Aleppo; una ragazza, un fucile e una foto di Assad nel taschino. Partendo dalla teoria, per arrivare alla prassi, diremo che la gioventù per noi non è solo un momento, ma una condizione mentale di chi non si arrende al triste presente che la storia gli ha riservato. Per questo parlare di gioventù è fondamentale, poiché la rivoluzione ideale ci si arriva prima e in concomitanza a quella materiale: cioè se è vero che ogni malattia ha la sua medicina, la pastiglia che potrà salvare questo stallo mefitico, può essere solo l’intransigenza, che è l’aggettivo caratterizzante il Giovane. E’ troppo facile, sparare a zero sui giovani d’oggi; ogni essere umano, a qualsivoglia latitudine, nasce e cresce in virtù delle condizioni oggettive in cui si trova. Per meglio dire: non può nascere un Gian nel parcheggio di un Mc.Donald, non può nascere uno Stachanov davanti alla porta della Hollister. Non si puo chiedere ai giovani abnegazione, fermezza, fanatismo, di fronte a questo sfacelo. Non siamo un’elitè sentenziosa, sappiamo di che male è morta la gioventù che osava, la gioventù che rivoltò la ruota della storia come un calzino. Sappiamo anche di che luce deve risorgere: solo lo stato, la trincea, la marcia e l’assalto possono tirare fuori dal pantano la faccia contusa di noi figli d’Europa e delle patrie d’ogni dove. Non è nostra intenzione creare un ennesimo gregge che chini il capo, silenzioso e mai pensante, di fronte ad un volere calato dall’alto, ma, parafrasando Pasolini, che il nostro coetaneo porti la verità con mani di santo e Soldato “un Santo senza ignoranza, un soldato senza violenza”. L’organizzazione di una generazione nuova deve passare per le mani dello Stato. La generazione di cui sopra deve avere come colonne portati l’ordine, la disciplina, il Pensiero. Ordine, perché dal caos danzante, checchè ne dica Nietzsche, nasce solo vuoto e insensatezza. Disciplina, perché non è libertinaggio. Pensiero: perché l’uomo è Cultura, è sapere, e solo nel pensiero può sopravvivere a se stesso e alla brutalità del vivere. Obbedire ma non domato, inserito ma non omologato, filosofo quando recluta. Insomma, come la storia ci in segna, parlando dei fatti di casa nostra, che il popolo Italiano torni ad essere “Un popolo di poeti, di santi, e di navigatori.” La nostra gioventù non è antimoderna, non rifiuta il Mondo, lo piega alla sua fame di vita, rispettandolo in ogni sua sfaccettatura e sapendone cogliere gli attimi poetici che esso ci regala. Va contro quindi quella modernità liquida di cui tanto si riempie la bocca la sempre odiata liberaldemocrazia. Il Giovane che sarà l’Ossatura del Frontismo dovrà viaggiare, parlare e respirare culture diverse, per portare la Patria ovunque, ossigenarla, rinnovarla e poi tornare a casa con un sorriso e la gioia infantile di chi riabbraccia la madre. Con una metafora arborea fin troppo abusata: le radici profonde non gelano mai. Al Giovane diciamo quindi che non deve aver paura dello Stato, non deve sputare sulla sua condizione di Italiano, non deve scappare, vergognoso e vergognato nel ventre di cemento di qualche metropoli che non sarà mai del tutto sua, inseguendo chimere ed Eldorado che la miasmatica globalizzazione gli ha già portato sotto casa. In conclusione quindi, a voi giovani d’Europa e di tutte le patrie del mondo, lanciamo il nostro messaggio di rabbia e virtù, con voi nostri coetanei esigiamo realizzare la rivoluzione ideale di cui Oriana parlava, la stessa che accese i fuochi della giovinezza dei nostri nonni. Dobbiamo necessariamente essere pronti al sacrificio morale e fisico, e che il vento che soffia tra i nostri capelli, ci porti le urla di tutte le gioventù rivoluzionarie del mondo; ci parli delle strade di Damasco, dei quartieri insaguitadi di Budapest, dei tetti umidi di Firenze, delle macerie di Berlino e di Stalingrado. Solo la fede che accende i nostri cuori, potrà sconfiggere la notte e restituire la luce ai cieli di questo nostro mondo….”Allora, qualunque sia la durezza della lotta, le vostre braccia solide potranno issare sui vostri scudi questa vittoria che i fiacchi credevano diventata impossibile. Solo quelli che hanno fede ritornano ed affrontano il destino, Credete! Lottate! Il mondo, o si perde, o si prende. Prendetelo!”                  – Leon Degrelle.

A.BRIZZI – L.CENTINI Fronte Nazionale Giovani

PUBLIACQUA S.P.A. IL PASTICCIO DELL’ENTE EROGATORE DEL SERVIZIO IDRICO.

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

FIRENZE: Il Fronte Nazionale Firenze prende nuovamente atto del nuovo pasticcio combinato da Publiacqua SpA, ente erogatore del servizio idrico in regime di monopolio del medio Valdarno per 46 comuni.
Si denota, viste le nuove tariffe e soprattutto la metodologia di applicazione, approssimazione e mancanza di competenza, caratteristiche non nuove a questo ente che premia l’appartenenza politica invece del merito ed esperienza nel campo idrico.
Il rischio che utenze finali che compongono un condominio, cioè la maggioranza delle stesse, si vedano applicare le più alte tariffe riservate alle utenze non residenti è concreto e viene da pensare che nel groviglio delle competenze della gestione dei dati personali, Publiacqua SpA ne tragga un ingiustificabile beneficio economico, il tutto a danno degli utenti che si vedono costretti ad utilizzare l’acqua venduta dall’unico gesto idrico. I danni che nel corso degli anni stanno emergendo da un sistema di gestione errato già alla base stanno sempre più venendo a galla per la disperazione dei cittadini del medio Valdarno.
Ci risulta inconcepibile infatti far gestire il bene più prezioso che esista al mondo da una SpA che ha nel proprio dna la produzione di lucro, il tutto sulla pelle della cittadinanza.
Si ricorda a tal fine la remunerazione garantita del 7% ai privati che partecipano alla stessa SpA, fra i quali Monte dei Paschi e Acea e Suez, tutte componenti che hanno contribuito a creare le tariffe più alte d’Italia.

P. POZZI Fronte Nazionale Firenze

I COMPLIMENTI DEI LETTORI PER LA NOSTRA INFORMAZIONE. La direzione di Libera Informazione L’Alternativa Notizie Web, ringrazia i nostri lettori.

Riceviamo e pubblichiamo

PERUGIA: La Rai è schifosa oltre misura, perché ci estorce anche 100€, e le altre TV comunque non sono da meno… Per non parlare della stampa, quasi tutte le testate giornalistiche sono asservite alla politica. Non esiste una informazione libera e leale… Poi c’è chi si lamenta perché i quotidiani non vengono più venduti… Ho letto alcuni articoli del tuo giornale, e sinceramente, devo dire che è un raro caso di informazione corretta. Complimemti

il lettore: M.MARTA

INIZIA LA CORSA AI RIPOSIZIONAMENTI POLITICI.

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

FIRENZE:  Inizia la corsa ai riposizionamenti politici e si assiste ai soliti personalismi per salvare la propria poltrona dorata. Fanno specie i movimenti a sinistra ma ancor di più atterriscono le lagne provenienti dalla da me chiamata destra terminale, incapace di uscire da schemi politici liberisti che impediscono il vero cambiamento di mentalità in Italia, necessario per il recupero dell’identità europea prima e italiana dopo. La vera rivoluzione deve partire prima dalle coscienze, imparando a riconoscere in primis il vero cancro che sta facendo marcire la nostra Nazione, il liberismo economico impostoci, che le forze politiche, di destra e sinistra, ignorano consapevolemente e fraudolentemente.
Pierluigi Pozzi Fronte Nazionale Firenze

GENOVA: LA COSIDETTA CRITICA GIORNALISTICA, INTELLETTUALE, ACCADEMICA.

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

E’ bene che se ne prenda pacatamente atto, senza agitarsi e senza diffamare secondo le usuali categorie in voga del pensiero unico: la cosiddetta critica (intellettuale, accademica, giornalistica) analizza ormai solo fenomeni marginali (zingari, rom, immigrati, veganesimo, omosessualità, femminicidio, ecc.) per avere così l’alibi per non prendere mai in esame la contraddizione principale: l’economia di mercato che tutti rende alienati e che non cessa di fondarsi su sfruttamento, precarizzazione e offesa permanente della dignità umana.

L. GRAGLIA FRONTE NAZIONALE LIGURIA

REGGIO CALABRIA: FRONTE NAZIONALE: Italicum, Renzi e Falcomatà

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

FRONTE NAZIONALE Federazione di Reggio Calabria: Italicum, Renzi e Falcomatà. Ed ecco che finalmente la consulta si è pronunciata, Italicum si, Italicum no, Italicum forse, e ne è venuta fuori una legge elettorale immediatamente applicabile, proporzionale, con premio di maggioranza per chi raggiunge il 40% dei voti (chi mai?), capolista bloccato (il capolista sarà eletto comunque se in quel collegio è stato preso un seggio) e varie ed eventuali. E questo è molto interessante perché, probabilmente, farà sì che anche a Reggio si vada alle elezioni, dopo che per quasi tre anni la città è stata amministrata da un “fantasma” di bell’aspetto. Ed ora mi chiederete il perché…consentitemi di fare due riflessioni, legate anche alla vittoria del NO al referendum (avesse vinto il SI quasi sicuramente il nostro Sindaco sarebbe stato senatore restando anche sindaco). Il sindaco Falcomatà, Da indiscrezioni certe, risulta essere in corsa per un posto nella segreteria nazionale del PD, al fianco di Renzi, che non ha mai nascosto di volerlo con se, anzi che tale posto sia già pronto per lui. Aggiungiamo che Renzi, ora sta premendo per andare alle elezioni entro Giugno e non nasconde che, grazie ai “Giovani sindaci” PD, vuole rilanciarne il ruolo dello stesso nel meridione. Questo porta inevitabilmente a pensare che nel collegio di Reggio e Provincia, il posto di capolista per le elezioni alla Camera dei deputati potrebbe proprio essere di Falcomatà e che, essendo il capolista bloccato e comunque il PD prende sicuramente almeno un seggio qui, lo stesso si troverebbe ad avere un posto alla camera, liberando così la poltrona di Sindaco (coi danni fatti quasi quasi lo voterei pure io perlevarcelo davanti, e scusate l’ironia) Se ciò si verifica (fantapolitica? Io credo di no) anche a Reggio si potrebbe andare al più presto al voto, sperando che finalmente si possa tornare ad elezioni serie, dove esista un opposizione reale e non gente che si metta d’accordo su chi mandare a governare una città che merita molto di più delle solite facce. Ma questo, forse, è solo un sogno, e quanto detto sopra delle conclusioni forse di fantapolitica…ma chi vuole scommettere con me?

Vincenzo CIRO Segretario Provinciale FRONTE NAZIONALE Sez. di Reggio Calabria