I BUONISMO EUROPEO CON LE MANI SPORCHE DI SANGUE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Il terrorista dell’attentato in Germania e stato in Italia, entrato in Italia con i soliti barconi pieni di chi non scappa dalla guerra infatti il tunisino non scappava dalla guerra li non ci sta la guerra.

Il PD la sinistra i buonisti i radical chic Alfano la Boldrini e Renzi, tutti complici di quanto avvenuto in Germania così come complice anche la Merkel e la sinistra europea.

A causa degli interessi che girano per l’immigrazione avete le mani di sangue.

G. CASTELLI SEG. DEL FRONTE NAZIONALE PER L’UMBRIA

MARINI PRESIDENTE DELLA REGIONE UMBRIA: IL FRONTE NAZIONALE UMBRIA DICE LA SUA IN MERITO ALLA VICENDE DEL QUASI SMANTELLAMENTO DELLA POLIZIA PROVINCIALE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE
Il governo ha prorogato il provvedimento con cui prevedeva una stretta sorveglianza sulle basiliche, ed altri siti sensibili, durante il giubileo, contro eventuali attacchi terroristici.
Chiaramente una buona cosa.
Durante il giubileo, a questa sorveglianza, in provincia di Perugia, partecipava anche la Polizia Provinciale…Ancora brava presidente Marini, che per un suo capriccio, l’ha voluta quasi eliminare.
COMPLIMENTII in questa vicenda dello smantellamento delle Polizie Provinciali in Umbria, purtroppo, ha prevalso la poca stima fra la Marini e Guasticchi, invece di pensare alla sicurezza degli Umbri, visto che dagli ultimi sondaggi è il problema più sentito nella nostra regione.
Ma alla Marini e la sua corte interessano più gli accordi politici che la “sua” gente.
La stessa MARINI infatti ha voluto, anche, che la Polizia Provinciale non fosse più presente, come vigilanza, nelle zone terremotate. Preferendo utilizzare la polizia Municipale di Perugia, per altro sotto organico, al posto dei comprensori di Norcia, Spoleto o comunque provinciali, chiaramente con costi più alti per trasferte e straordinari. Sarebbe stato un ritorno di immagine per la Polizia Provinciale che e evidente la MARINI sembra non sopportare.
Il Fronte Nazionale chiederà spiegazioni alla stessa Marini riservandosi di chiederne le dimissioni perchè secondo questa Segreteria risulta evidente l’incompatibilità della Marini verso coloro che svolgono un servizio per la cittadinanza.
G. CASTELLI e M. MARTA

FRONTE NAZIONALE LATINA: LA POLITICA DEVE DARE RISPOSTE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

La Politica deve dare risposte.
Alcune fasce della società, quelle più deboli, queste risposte non le stanno avendo. Sta aumentando il numero delle persone ai margini della società che non hanno un tetto sulla testa, che muoiono di freddo, di stenti, per i quali non esiste speranza, se non quella riposta nel volontariato; invisibili non lo sono più in quanto si vedono, eccome se si vedono. Si sentono, anche, a causa delle scarse condizioni  igieniche che si percepiscono in alcune aree delle nostre città. Sono sempre di più, senza che l’indigenza alla quale sono sottoposte faccia distinzione di sesso, religione, nazionalità. È  insufficiente  l’atteggiamento di chi, sporadicamente, tenta di apportare un minimo  conforto attraverso azioni concrete, alimentando una forma di assistenzialismo che, pur essendo lodevole quando attuato dal volontariato, deresponsabilizza la politica. La politica non sembra in grado di elaborare una pianificazione urgente, adeguata ed efficace. Sembra incapace di gestire l’aumento dell’emergenza in corso. Emergenza prevedibile già da anni a questa parte, se è vero che la crisi ufficiale nella quale versa l’Italia è riconducibile al 2007, contemporaneamente all’aumento dei flussi migratori per ragioni riconducibili a conflitti nei loro paesi ma, soprattutto, per motivi economici.
Il dramma sta, anche, nella cosiddetta fascia di mezzo. Non si può ignorare il fatto che tante famiglie sono sull’orlo di una crisi di nervi, oltre che economica. Sempre più disoccupazione, difficoltà a pagare le rate del mutuo, dell’affitto, dell’assicurazione della macchina. Sempre più famiglie non riescono a comprare tutto ciò di cui necessitano i figli nell’ottica di un’istruzione adeguata. Fare prevenzione e curarsi rischia di diventare un lusso. Le liste d’attesa presso le strutture pubbliche sono in completa contraddizione con il diritto alla salute.
Non vogliamo essere tacciati di  allarmismo. Ci accontentiamo di osservare, prendere atto della quotidianità, e farci delle domande. Pretendiamo di ottenere risposte; le chiederemo alle autorità competenti, attraverso coloro che si metteranno a disposizione di una politica che vuole “fare fronte”. Un’azione politica che vuole chiedere conto di ciò che sta accadendo, vuole partecipare criticamente e con proposte concrete. Non consegneremo i nostri territori e la nostra meravigliosa Nazione nelle mani di gente senza scrupoli, incompetente, senza aver lottato per essa.

autore: FRONTE NAZIONALE PROVINCIA LATINA

ADERISCI ANCHE TU. CAMPAGNA TESSERAMENTO DEL FRONTE NAZIONALE

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Aderisci anche tu, insieme, possiamo partecipare alle scelte politiche più importanti, perché la nostra scelta politica riferisce il segretario per l’Umbria del fronte Nazionale Giuseppe Castelli, sarà discussa ed elaborata con te, tenendo conto delle vere aspettative ed esigenze del cittadino. Essere assolutamente alternativi, conflittuali contro l’attuale stagnazione politica. Sara nostro intento prosegue Castelli, organizzare politicamente tutti coloro che si sentono alternativi con l’attuale politica sia di destra che di sinistra. Porteremo avanti insieme a te che deciderai di aderire al Fronte Nazionale, proposte utili ai cittadini. Aderisci ed attivati insieme a me ed alla mia squadra per un programma specifico che terrà conto delle caratteristiche territoriali, culturali e sociali. Perché essere onesti è il nostro stile di vita. Aderisci anche tu, insieme faremo un applauso a coloro che fanno politica per il proprio interesse e non per quello dei cittadini, questa classe politica conclude Castelli, che si crede furba pensando che il cittadino sia uno stupido

G. CASTELLI Commissario Regionale Fronte Nazionale Umbria

SENZA VERGOGNA IL GOVERNO GENTILONI E’ ANDATO IN SCENA

comunicati stampa
Il governo Gentiloni è andato in scena a reti unificate, tra i lustrini e le paillettes dei dibattiti televisivi, i fiumi di parole della meglio intellighenzia nazionale schierata a gettone, e dosi industriali della nuova retorica  americana e giovanilistica da simpatici amiconi “goodfellas”, simboleggiata da un Renzi finto allegro che abbraccia il suo prestanome e successore consegnandogli non la ridicola campanella, ma la felpa con su scritto Amatrice. Almeno in quello, lo stile Salvini è al governo.

I terremotati sfruttati intanto tremano, e non solo per l’inverno.  No, non conoscono la vergogna. Loro e, soprattutto il loro mandanti internazionali. Il dominus di casa nostra, Giorgio Napolitano, che manteniamo dal 1953 ed è affiliato dal 1978 ai circoli di potere più riservati del pianeta, ha piazzato ancora le proprie pedine, come la volitiva Anna Finocchiaro al centro del cratere governativo, e può contare sulla devozione generale di costoro. Specie della signorina Maria Etruria Boschi, la fatina delle riforme abortite, incredibilmente ancora in sella come sottosegretario alla presidenza del Consiglio , che vorrebbe dire portavoce, ombra e angelo custode in conto terzi del presidente. Già, il conte Gentiloni Silveri, patrizio marchigiano con feudo in Filottrano, Ancona. Dopo la scapestrata giovinezza tra i mazzieri di Mario Capanna, il cui servizio d’ordine era capeggiato dal Santo Gino Strada, patrono e padrone di Emergency, la ONG più buona che ci sia, venne la pensosa maturità prima con l’ambientalismo e poi a sfogliare Margherite. Adesso, alle soglie della vecchiaia, assurge alla carica di capo del governo, sia pure per conto terzi. Forse hanno ragione gli americani: tutti ce la possono fare, specialmente se lavorano da anni per la perdita di sovranità del loro Paese a favore di Unione Europea e potentati internazionali  ( Gentiloni dixit) e se, soprattutto, si trovano al posto giusto proprio al momento giusto. Non conoscono vergogna, davvero. Hanno perduto rovinosamente la loro scommessa politica, ma non cedono. Non vuolsi così là dove si puote ciò che si vuole.  Eh, sì, perché la posta in palio della riforma costituzionale abbattuta dal voto popolare non era certo il nuovo Senato  o la goffa bandierina della diminuzione del costo della politica ( il costo del regime si può abbattere, ma a patto di abbattere il regime), bensì la costituzionalizzazione del primato del diritto dell’Unione Europea e degli altri centri di potere transnazionale.  D’istinto, guardando la faccia di Renzi, Buffalmacco tornato Calandrino, gli italiani hanno detto no. Torna alla mente una vecchia fortunata pubblicità che recitava “A scatola chiusa si compra solo Arrigoni”, ovvero quella certa marca di formaggio che “vuol dire fiducia”. Si sono rialzati in piedi quasi in tempo reale, ed abbiamo quindi il piacere di vedere Angelino Alfano promosso ministro degli Esteri. Ha svolto egregiamente il suo sporco lavoro di traghettatore di africani sino alle vetrine di ogni supermercato e negozio di città grandi e piccole, può fare danni anche a livello internazionale. Rimane al posto suo donna Roberta Pinotti da Genova Sampierdarena, ministro della Difesa molto popolare tra gli ammiragli – la giovinezza trascorsa in divisa da giovane esploratrice girl scoutsignificherà pure qualcosa – che mette a disposizione la nostra Marina da guerra  temuta in tutto il mondo e ben conosciuta dagli scafisti di tutte le obbedienze – a partire da quelli delle Organizzazioni Non Governative. Perde il posto solo la povera professoressa Giannini, conosciuta per la sedicente “buona scuola” – decisamente, il nostro è un Paese ridicolo – e per un incauto topless balneare. Premio alla tardona che non si rassegna, ma deve lasciare il posto, forse per un regolamento di conti trasversale con il suo vecchio mentore Monti, ultimamente non tanto popolare al Nazzareno e dintorni.  E’ sostituita da una senatrice, la signora Fedeli – nomen omen – dall’inquietante aspetto da combattente “de sinistra” degli anni Settanta. Resistono quasi tutti gli altri, soprattutto il professore Padoan, proconsole e plenipotenziario degli gnomi di Bruxelles e Francoforte, qualcuno deve pur fare il lavoro di “governance” , mentre gli altri giocano col potere. C’è anche una splendida “new entry”, Marco Minniti ministro dell’Interno, D’Alema conta ancora, eccome, e ribadisce attraverso il suo sodale il controllo sugli apparati più riservati del potere. Vedremo se Minniti farà peggio di Alfano in materia di immigrazione. Tutto è possibile, ma sembra improbabile, quella è gente più strutturata dell’agrigentino in carriera, regalo postumo di Silvio Berlusconi a tutti noi  . Intanto, incombe una drammatica crisi bancaria, di cui giornali e televisione parlano molto meno del giusto, e si capisce perché. La ricchezza globale degli italiani è scesa in un anno di altre decine di miliardi, uno su quattro è a rischio povertà. L’occupazione non cresce, nonostante le contorsioni statistiche e finiti gli effetti di droghe passeggere come il Jobs Act, le famiglie monoreddito fanno ormai parte della grande platea del nuovo proletariato. Monte dei Paschi- un vergogna tutta italiana e molto “sinistra” -, Banca di Vicenza, Carige, persino Unicredit sono in bilico. Probabilmente il disegno è proprio quello di consegnare l’ultimo mazzo di chiavi in mano nostra alla Troika o addirittura al famigerato MES ,  il Meccanismo Europeo di Stabilità, nome soave, rassicurante dell‘ infernale fondo monetario europeo che dirigerà gli affari nostri con poteri assoluti e pienamente legali. Tutto deve essere legale, ricordava un criminale al suo vice ordinando un assassinio, in un libro di Bertolt Brecht . Presumibilmente , il governo Gentiloni, o Gentilrenzi,  o Napolitoni, nasce proprio per esportare più o meno legalmente l’ultimo pezzo di sovranità nazionale, consegnandola a quei poteri che gli italiani, nonostante tutti i bombardamenti mediatici, hanno imparato a detestare. Un nuovo patto Gentiloni, un secolo dopo; il primo segnò il rientro ufficiale nella politica nazionale dei cattolici, il secondo potrebbe rappresentare l’atto finale di svendita dello Stato e della nazione italiana . Tutto sommato, ce lo meritiamo: siamo un popolo che ha creduto a tutto ed a tutti.  Abbiamo creduto in Di Pietro e  in Mani Pulite, la gigantesca operazione che ha spazzato via , con una classe politica, la ricchezza industriale e finanziaria frutto di un’Italia che sapeva lavorare. Abbiamo creduto persino in Berlusconi, salvo abbandonarlo con disprezzo nel 2011, quando l’assalto internazionale nei suoi confronti era l’attacco alle poche iniziative giuste da lui intraprese, come gli accordi energetici con Putin e Gheddafi . Abbiamo puntato tutto anche su Matteo Renzi, il venditore di auto usate passato da Rignano sull’Arno a chiamare per nome Angela Merkel e alle cene di gala con Obama con buffoni di corte al seguito, ed abbiamo perduto, una volta ancora.  Loro non conoscono vergogna, davvero. L’onesto Iago, il banchiere Verdini non voterà la fiducia al governo ( forse….) in quanto non ha avuto un ministero per uno dei suoi famigli famelici appartenenti ad una di quelle compagnie di ventura parlamentari che cambiano nome e casacca ad ogni stormir di fronde: Gattamelata e Giovanni dalle Bande Nere.  Silvio, tra un ricovero e l’altro in cardiologia, contratta non si sa che cosa, ma certamente nulla che sia nell’interesse degli italiani . La cosiddetta sinistra dorme il sonno di chi ha abbandonato i poveri per patrocinare stranieri, femministe ritardatarie e disturbati sessuali. Il resto, non pervenuto, a meno di non prendere sul serio i tweet di Salvini e le sue felpe, o il sovranismo di Giorgia Meloni,  afflitta purtroppo da un seguito imbarazzante, qualche centurione romano in crisi d’astinenza da potere, l’eterno La Russa detentore del pin della cassa, improbabile come rivoluzionario quanto Gentiloni come difensore della Patria. Finiremo in mano a Beppe Grillo, forse moriremo dal ridere, magari sarà meno peggio dell’inedia cui ci condannano valvassori , valvassini e gentiloni  al potere. Non è un bel modo di uscire di scena, tuttavia. E’ la tragedia di un popolo diventato ridicolo da quando ha cessato di indignarsi, di vergognarsi e di amare se stesso. Forse aveva ragione Pannella: fece molto meno danno a Montecitorio  Ilona Staller, dimostrando che tra quegli scranni poteva davvero starci chiunque.  Tuttavia, il vecchio , trapassato comune sensodel pudore non l’ha abolito Cicciolina, ma la compagnia di giro che, in conto terzi e con lauta provvigione, tiene in mano l’Italia da decenni. Sono, legittimamente, non solo legalmente, i rappresentanti non di una nazione, ma di un gregge, un monte dei paschi che non conosce più rossore e vergogna. Fermate l’Italia, in tanti vogliamo scendere.

autore: ROBERTO PECCHIOLI

ZINGARETTI: INTERVENTO DEL FRONTE NAZIONALE DI LATINA

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Il Fronte Nazionale interviene in merito alle dichiarazioni apprese, a mezzo stampa, dei segnali positivi prospettati dal presidente Zingaretti, per le province di Latina e Frosinone.
Prendiamo atto delle dichiarazioni e sottolineiamo come i segnali positivi, da quattro anni a questa parte, si sciorinano in prossimità di appuntamenti elettorali. Meglio tardi che mai.
Avendo esclusivamente a cuore il miglioramento dell’andamento economico-sociale del territorio di prossimità e della regione governata dal pd, accogliamo con piacere l’ottimismo rappresentato dal presidente. La discontinuità rispetto al risparmio delle spese del sistema, all’ ottimizzazione delle risorse e alla relativa ricaduta sul cittadino comune che è lo stesso che vota, e soprattutto rispetto ad un piano
pluriennale noi, proprio, non l’abbiamo notata.
Ci spiace constatare, però, che, al momento, i livelli percepiti dalle popolazioni riguardanti i servizi di cui si parla sono di gran lunga diversi da quanto prospettato all’insediamento o dinanzi a folte platee nei vari tour a supporto di un referendum che ha solamente distolto energie importanti e vitali per il Paese.
Nello svolgimento della nostra attività sul territorio, di continuo, vengono segnalati e registrati problematiche riguardanti il servizio sanitario e la difficoltà ad accedere al servizio pubblico; la necessità, da parte di chi paga le tasse, di fare prevenzione e di curarsi ricorrendo al servizio privato. Il problema degli alloggi popolari, nei grandi centri, è un problema non più sostenibile. Non si registrano progettualità adeguate per sostenere le famiglie in sofferenza da un punto di vista economico a causa della mancanza di lavoro non solo dei giovani ma, soprattutto, di coloro che hanno perso il lavoro e non riescono a trovare una ricollocazione. Le infrastrutture non sono adeguate da troppo tempo, e la responsabilità dei governi che si sono succeduti è sotto gli occhi di tutti.
Non si riesce a far fronte alle necessità dei minori che necessitano di adeguato supporto nella fase dell’età evolutiva; sono spariti molti dei contributi che la regione destinava per la diagnosi e il supporto di scolari
con disturbi specifici dell’apprendimento.
In riferimento alla tutela dell’ambiente sarebbe opportuno capire come questo concetto collima con la mancanza di investimenti per la salvaguardia delle coste laziali in maniera adeguata e con progetti a lungo
termine; con le numerose ferite visibili ad occhio nudo inferte alle nostre montagne; con la mancanza di un piano per la mobilità sostenibile.
Risultano essere rapidi i tempi solo per le situazioni riguardanti le emergenze e per le autorizzazioni di impianti che, guarda caso, sono fortemente contrastati dalle popolazioni locali.
Il costo dei servizi è sproporzionato rispetto alla qualità dei servizi resi ai cittadini, le misure adottate saranno pure andate a vantaggio di un pareggio di bilancio ma a danno della crescita dell’economia; tante
le saracinesche chiuse, limitatissimo lo slancio imprenditoriale, e la percezione di una mancanza di sicurezza da parte dei cittadini.
Insomma, una volta ancora, squilibrio tra i proclami futuri da parte di chi governa e la vita reale, coniugata al presente.
Fronte Nazionale Latina

NUOVO GOVERNO: FORSE CI STANNO PER L’ENNESIMA VOLTA PRENDENDO PER IL CULO

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Perché le opposizioni, e fatico a chiamarle così, non hanno partecipato al governo magari contribuendo a renderlo a scadenza? Volete saperlo?
Perché così continuano a recitare una stucchevole parte di attori di quart’ordine e sarà più facile arrivare a settembre, leggasi vitalizio x tutti, ovviamente infamando pubblicamente il PD e non perdendo i consensi dei geni politici che hanno fra le proprie file. Svegliati Italia. Forse ci stanno per l’ennesima volta prendendo per il culo. Italia, paese che premia con buonuscite milionarie banchieri che provocano buchi da 5 miliardi di Euro alle loro Banche non vedo cosa ci sia di strano che la Boschi “trombata” al referendum Costituzionale sia promossa Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si tratta solamente di coerenza. Del resto lo hanno sempre fatto, perché dovrebbero cambiare ora. Tutti a urlare e a indignarci, ma poi in piazza a parte quattro sfigati non ci va nessuno, andrà a finire come sempre..e noi continuiamo a pagare le tasse. La colpa di tutto ciò è nostra, visto che abbiamo la soluzione, ma preferiamo pagarli e lamentarci, perché nessuna classe politica per quanto incapace e corrotta avrebbe potuto ridurre così questo paese se non avesse avuto la complicità di milioni di Italiani. Come cittadino mi sento veramente schifato , il PD continua a dettar legge, ma mi fa ancor più schifo vedere politici che si tirano i capelli perché non riescono ad avere la poltrona tanto ambita, li vedi che si fanno intervistare ed esprimono la loro frustrazione. Tu politico , tu che ti piace farti vedere in ogni trasmissione , se veramente sei schifato per il fatto che abbiamo un 4 presidente del consiglio voluto dai poteri forti , fai una cosa giusta , togliti da quella poltrona e unisciti a noi italiani. Troppo bello sbraitare sapendo che comunque hai il tuo stipendio da 15.000 euro tutti i mesi dati dal tuo presidente di turno.
Tu come tutti gli altri politici invidiosi per essere schifati dal PD vi dovete togliere .

autori: Fronte Nazionale Perugia – Assisi – Asti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Oggi passando in via dei Giubbonari noto una serie di fogli attaccati sul muro proprio li sotto dove stava la targa della forse più famosa e storica sezione del PCI romano (ora c’è un bel buco come si vede) intitolata al partigiano Guido Rattoppatore. Quella sezione storica, di un PCI che non esiste più, pare sia stata sfrattata per non aver pagato gli affitti (170 mila euro di debiti) e con il contratto scaduto dal 1947!

Sembra proprio che le ultime vestigia di quello che era il partito comunista più forte dell’occidente si stiano sciogliendo come neve all’equatore e di questo sicuramente gran parte del merito è di Renzi :). Poi Renzi si chiede perchè il partito non lo ami 🙂 Sic transit gloria mundi.

B.LAGANA’ RESPONSABILE COMUNICAZIONE FRONTE NAZIONALE

CON IL NO AL REFERENDUM IL POPOLO ITALIANO HA DATO:

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Con il NO al referendum il POPOLO Italiano ha dato un FORTE segnale al liberismo economico internazionale, ma abbiamo Vinto solo una battaglia, la GUERRA è ancora lunga e piena di insidie.
Le truppe della finanza globalizzata appena leccate le ferite saranno di nuovo sul campo di battaglia, prossimo scontro il “salvataggio” delle banche che vogliono farci “salvare” prestandoci i LORO soldi.
La guerra sarà lunga e difficile e siamo solo all’inizio !

R. PIEROTTI SEG.SEZ. di ASSISI FRONTE NAZIONALE

OGGI SI FA LA STORIA

UFFICIO STAMPA FRONTE NAZIONALE SEG. REGIONALE

Oggi si fa la storia.
Oggi, da questo moto d’orgoglio italiano, deve necessariamente iniziare un percorso nuovo che permetta al nostro popolo di primeggiare nuovamente nel mondo. Apriamo gli occhi con l’amore immenso per la nostra Patria ricordando le lacrime versate e cacciamo definitivamente i mercanti dal tempio, tutti quanti, da qualsiasi parte si nascondano ….
Insieme possiamo farcela.

P. POZZI FRONTE NAZIONALE FIRENZE